venerdì 11 marzo 2016

TI AMO MA POSSO SPIEGARTI


"Una volta, quando mi dicevano che ’sta roba non è poesia,
rispondevo che anche Montale andava un sacco a capo.
Non funzionava.

Poi mi son convinto che non è poesia.
Più che altro mi ha convinto il mio commercialista.

Qui dentro ci sono 47 cose andate molto a capo.
Con tutta probabilità è poesia.
Secondo me spacca."


guido catalano 
collana: golem 
brossura cucita con sovraccoperta 
| pp. 160 | cm 14,5 x 21 | euro 14 | 
| 978-88-96910-44-3 | 
Prima edizione dicembre 2011, Seconda edizione dicembre 2013 




martedì 8 marzo 2016

A tutte le donne

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

ALDA MERINI




L’8 marzo si la Festa delle Donne o, più correttamente,  la Giornata internazionale della donna. Ma perché si festeggiano le donne proprio in questo giorno? E qual è la storia che ha portato le donne a essere celebrate?
Nello specifico, l’8 marzo è dedicato al riconoscimento delle lotte che sono state portate avanti dalle donne e alle loro conquiste sul piano dei diritti, dell’economiae della politica contro le discriminazioni e le violenze di cui, ancora oggi, sono vittime in molte parti del mondo.
La storia di questa festa affonda le sue radici nella manifestazione che il Partito Socialista americano organizzò il 28 febbraio 1909 a sostegno del diritto delle donne al voto. Proprio in quegli anni, le donne si attivarono sul tema delle rivendicazioni sociali e molte decisero di scioperare e scendere in piazza per molti giorni per chiedere un aumento di salario e il miglioramento delle loro condizioni di lavoro.
Nel 1910 il VIII Congresso dell’Internazionale socialista proposte di istituire una giornata dedicata alle donne.  L’anno dopo, nel 1911, a New York la fabbrica Triangle andò a fuoco e quasi 150 donne persero la vita.
Da allora le sollevazioni femministe si moltiplicarono in tutta Europa. Ma fu solo nel 1917, quando le donne di San Pietroburgo scesero in piazza per chiedere la fine della guerra, che si fissò all’8 marzo la festa delle donne.
Cinque anni dopo la festa cominciò a essere celebrata anche in Italia e nel 1945 l’iniziativa si consolidò grazie. Nel 1946 tutta l’Italia partecipò alla festa della Donna e si scelse la mimosa, la pianta che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, come simbolo della ricorrenza.

LEGGERE FA BENE

Leggere fa bene. Ce lo sentiamo ripetere da tempi lontani, come un mantra, ma ora la conferma arriva anche dal mondo scientifico e da quella “mecca” della ricerca, in tutti i campi, che è l’Università di Stanford , in California. Qui un team di neurobiologi, guidato da Natalie Phillips, ha accertato che lalettura apporta notevoli benefici al cervello. E la dimostrazione è stata fatta chiedendo ad un gruppo di studenti di letteratura di leggere un romanzo di Jane Austin.
Lo studio è partito con l’obiettivo di scoprire la relazione tra lettura, attenzione e distrazioni, e i loro effetti sull’attività cerebrale, e vi hanno partecipato esperti di neurobiologia, radiologi e studenti di materie umanistiche. Proprio ai “lettori-cavie” è stato chiesto di leggere brani di un romanzo della scrittrice britannica, Jane Austin (Mansfield Park). Il tutto mentre erano sottoposti a risonanza magnetica, all’interno dell’apposita macchina. Il risultato è che il flusso sanguigno al cervello durante la lettura risultava di molto aumentato.
L’esperimento è stato condotto in due modalità differenti. Ai soggetti all’interno della macchina per la risonanza e’ stato prima chiesto di leggere lentamente, poi si ripetere la lettura dello stesso brano con maggiore concentrazione, come se dovessero preparare una tesi di laurea. Il risultato, però, è stato lo stesso.
La vera sorpresa per i ricercatori non è stata tanto che al cervello affluisse una maggior quantità di sangue, quanto che fosse destinata a quella parte impegnata solitamente in “funzioni di esecuzione”, ovvero attività che richiedono una maggiore attenzione per portare a termine un compito. Per Phillips, leggere anche solo un romanzo richiede la coordinazione di funzioni cognitive complesse e multiple”. Insomma, anche un romanzo, pur rilassando e dando l’impressione di “svagare la mente”, in realtà la impegna e non poco. Come dichiarato dalla stessa Phillips, che è assistente professore di Inglese alla Michigan State University, uno degli obiettivi principali della ricerca è quello di investigare il valore degli studi di letteratura.
L’esperimento di Stanford si annuncia come molto interessante anche nell’ambito degli studi sui problemi di deficit di attenzione o della sindrome AHDH, che riguarda soprattutto i bambini iperattivi e con difficoltà a mantenere costante l’attenzione. Insomma: leggere fa bene al cervello, a prescindere dalle finalità per le quali ci si accosta a libri o saggi. Gli amanti delle pagine da sfogliare hanno di che gongolare.

fonte@Panorama